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Meglio un e-commerce o un "eco-commerce"?

Aggiornamento: 10 nov 2020

Tra i tanti obblighi che il 2020 ci ha imposto c’è senza dubbio quello di guardare alle opportunità del mondo digitale come risorse decisive per spalancare canali di vendita e di promozione di tutte attività produttive e commerciali.



Per le difficoltà legate alla scarsa digitalizzazione di molte aree rurali e per la carenza negli organici aziendali - soprattutto del settore agroalimentare, ma non solo - di competenze e familiarità verso nuove tecnologie che cambiano a grande velocità, sembra che il settore della produzione e trasformazione del cibo arrivi tra gli ultimi ad approcciarsi al mondo di internet.



Certamente è più difficile promuovere e vendere l’esperienza cibo online! Viene a mancare tutta quella parte sensoriale e relazionale che fa del cibo e del mondo rurale sostentamento non solo per il corpo ma anche per l’anima. Tuttavia il pubblico è sempre più recettivo verso questo nuovo canale di acquisto e non soltanto per gli obblighi imposti dal succedersi dei vari DPCM. Già dal 2016 le vendite online del settore food sono state in progressiva crescita e le politiche degli ultimi anni hanno spinto per agevolare questo nuovo canale commerciale, così che il mercato online gode nel 2020 di un’espansione senza precedenti.


“Vorrei aprire un’e-commerce” è quello che spesso mi sento dire dagli imprenditori agricoli, dagli artigiani del cibo, dai ristoratori che mi contattano alla ricerca di nuove strategie per continuare nelle loro attività. Ma cosa vuol dire e-commerce? Come funziona? E funziona davvero per tutti?

Il commercio elettronico è un processo di acquisto e vendita di prodotti attraverso mezzi elettronici come le applicazioni mobili e internet, e prevede che le operazioni finanziarie legate a questo tipo di commercio si esauriscano secondo la stessa via elettronica.


Si realizza quindi, quando un produttore offre online un proprio catalogo di prodotti di cui specifica caratteristiche, prezzo e modalità di consegna e l’acquirente, per via telematica, sceglie ciò che è di suo interesse, riempie un carrello elettronico e paga online tramite le autorizzazioni per il pagamento con carte di credito, per poi ricevere la merce all’indirizzo prescelto.

Il processo di vendita e acquisto di prodotti è fatto però di molteplici fasi e aspetti della relazione negoziale tra produttore e consumatore e non è detto che per tutti i settori o per tutte le dimensioni aziendali sia possibile che il processo di commercio elettronico si apra e si chiuda completamente online.

Talvolta investire in un vero e proprio e-commerce aziendale è un passo smisurato per certe realtà, in alcuni casi del tutto inutile o perché il prodotto non si presta o perché i cataloghi non sono sufficienti oppure perché la gestione completa di un e-commerce obbliga l’azienda ad adeguamenti in termini di formazione, operatività e anche strutture che non sono sempre di facile e rapida attuabilità.


Difficilmente, se non si segue una buona pianificazione, i ritorni di investimento risultano soddisfacenti, perché per vendere online non basta predisporre un sito aziendale e-commerce e poi sperare che qualcuno faccia acquisti!

La competizione online è altissima e ciò che può mettere a disposizione un’azienda che si affaccia a questo tipo di commercio, non sempre è sufficiente a penetrare in autonomia questo mercato. Tra le opportunità significative c’è quella di riunirsi in un consorzio con altri produttori e puntare sulla creazione di un unico brand, con cui sviluppare insieme un mercato online. È un’ottima risorsa, perché consente non solo di condividere i costi della realizzazione e della gestione ma anche di disporre insieme di competenze ed esperienze che faranno accrescere la propria attività in vari ambiti, che la renderanno maggiormente riconoscibile e affidabile per un pubblico più vasto.



È possibile anche avvicinarsi da soli al commercio elettronico tramite piattaforme pre-gestite, che sono dei veri propri centri commerciali online, quelli che si chiamano marketplace e che sempre più spesso diventano significativi anche per settori specifici: nascono a grande velocità i marketplace dei prodotti agricoli, del biologico, della pasticceria, di determinate aree geografiche allo scopo di vendere certi particolari prodotti locali… Si tratta solo di scegliere quello più adatto alle proprie esigenze, o quelli più adatti, una valutazione che non deve esser fatta a caso perché se è vero che più vetrine hai più vendi, talvolta la propria reputazione può esser compromessa dal tipo di spazio e dal tipo di visibilità che vengono offerte.


Scegliendo di entrare in un marketplace non si avrà un sito e-commerce esclusivo per la propria attività, curato e personalizzato nella struttura, nella grafica, nei contenuti, nelle immagini e nel modo con cui si interagisce con il cliente, inclusa una personale promozione sui motori di ricerca. L’investimento iniziale sarà di gran lunga minore, come minori saranno costi fissi di gestione e limitata sarà la possibilità di interagire per curare la propria immagine aziendale, inotre saranno da considerare delle “commissioni” sulle vendite che in certi casi possono ridurre notevolmente i guadagni.

Una buona opportunità di vendita online, semplice, immediata, intuitiva, che ha preso forza in questo anno, in particolare a seguito del lockdown della scorsa primavera, è quella fornita dai Social Network, il cosiddetto Social-commerce.

Instagram, Facebook, Whatsapp, Pinterest e molte altre piattaforme, oltre ad essere luoghi di condivisione e ispirazione per un numero davvero elevato di utenti, si stanno trasformando in vere e proprie vetrine, sempre più utili per le realtà business. I social diventano così canali di vendita online versatili ed efficaci soprattutto per la piccola e media impresa, per gli artigiani, e le realtà del mondo rurale, raggiungendo talvolta risultati più “a misura” delle aspettative degli imprenditori del settore agroalimentare. Consentono tra l’altro, a seconda del social usato, modalità maggiormente informative ed esaurienti oppure più dirette e informali, permettendo perciò un miglior approccio al più giusto tipo di pubblico per uno specifico prodotto che si propone.


Il vantaggio del social-commerce è dato dal fatto che il mezzo, se ben utilizzato, riesce con più immediatezza di altri ad istaurare relazione, a fare comunità, a far passare un concetto di fiducia che ormai sta alla base di qualsiasi transazione commerciale: compro se mi fido, se ti conosco e se mi piaci! I social media consentono di aumentare molto facilmente la “brand awareness” ossia la capacità di essere riconosciuti come produttori di qualcosa di speciale, permettono di condividere a basso costo con un pubblico molto ampio, ma anche ben selezionato, il lancio di un prodotto, una specifica promozione, le offerte per il periodo natalizio o altri periodi dell’anno, gli eventi aziendali.


La cosa più straordinaria che il digitale ci offre è la possibilità di modulare, in maniera molto particolareggiata sulla realtà aziendale, la scelta dei canali commerciali.

Spesso più che la necessità di un e-commerce, molte realtà produttive che operano nelle aree rurali, hanno piuttosto bisogno di un “eco-commerce“, ossia di una possibilità economica ed ecologica di commercializzare i propri prodotti, che sia realizzabile risparmiando sia dal punto di vista finanziario che sul piano delle energie investite per mantenere attivo qual canale.


Occorre tener presente che non tutte le fasi del processo di vendita e acquisto devono per forza esaurirsi online. Nella maggior parte delle attività del mondo rurale rimanere ancorati alla relazione fisica è sicuramente un vantaggio a cui non conviene rinunciare, l’incontro in azienda tra produttore e consumatore è un momento importante per l’uno e per l’altro. Allo stesso tempo però, soprattutto alla luce delle possibili limitazioni della mobilità a cui rischiamo di trovarci di fronte, la presenza online è un requisito dal quale ormai non si può più prescindere.

Per alcuni produttori si tratterà di realizzare un proprio e-commerce e svilupparlo per ottenere un grandioso successo, per altri sarà sufficiente una pagina Facebook collegata a Whatsapp per sviluppare un mercato significativo e di facile gestione di cui essere davvero molto soddisfatti, basta aver chiari gli obiettivi e pianificare bene le azioni da fare, basta saper considerare internet come un’opportunità, non come una fatica, e saperlo usare, non esserne usati!


Per saperne di più contattami

marketingrurale@gmail.com

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